MorganaSonoIo

Moira Orfei

Accadeva più o meno in primavera, ogni anno. Prima comparivano i cartelloni fluorescenti e coloratissimi, affissi un po’ ovunque, sui muri e sugli autobus della città. Li potevi vedere da lontano, ritraevano sempre e solo il viso in primissimo piano di questa donna che sorrideva beffarda: occhi cerchiati dall’eyeliner, rossetto brillante, un neo sulla guancia destra, un altro sotto il labbro a sinistra, capelli nerissimi, raccolti in un nido a forma di turbante.

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